the GazettE GUITAR BOOK 葵と麗

the GazettE GUITAR BOOK

葵と麗 interview

- 2010-

Il team delle chitarre dei GazettE – entrambi con il proprio splendore, le proprie capacità, lavorando in questa collaborazione che assomigia più ad avere degli eroi della chitarra su entrambi i lati. Mentre entrambi portano il ruolo di chitarristi rock, impressionando l’intera audience con tutti loro stessi; allo stesso tempo, portano con se il loro cuore indagatore per mettere alla prova le loro personali ambizioni e le varie possibilità con la chitarra. Con le loro eccellenti potenzialità e l’approccio del suono riescono costantemente a superare i loro stessi limiti. Qui, con le due persone che non hanno limiti nell’evoluzione e nellapprendimento, con il punto di vista del ruolo di un chitarrista in una band e anche avendo come argomento principale l’avere due chitarristi, gli chiederemo di raccontarci le loro storie.

- Quando vi siete incontrati per la prima volta, quali sono state le vostre impressioni?
Aoi: Com’è stato? hmm La prima volta che ci siamo incontrati è stato in live-house,vero?
Uruha: Si. Al Live Station di Meguro, la mia band e quella di Aoi si esibivano insieme. Quella volta avevo dimenticato la mia apparecchiatura wireless e ho preso in prestito quella di Aoi.
Aoi: Già, ho detto qualcosa tipo: “se ti piace, prendi in prestito il mio terribile wireless…” -ride-
Uruha: Le cose della band erano tutte insieme e io ho pensato. “non posso prenderlo allora…”. Ma quella volta, nei miei sogni, non avrei minimamente pensato che in un futuro avremmo suonato nella stessa band.
Aoi: Quello è stato l’esatto momento in cui voi (Uruha, Reita e Ruki) avete chiesto al nostro batterista di unirsi al vostro gruppo, huh. -ride- Mi avete portato via il batterista, hai preso in prestito il mio wireless… Uruha è stata la persona che mi ha portato via tutto! -ride- Dopo quella cosa sono andato a suonare anche io con i GazettE. Ci siamo incontrati tutti alla vigilia del nuovo anno.
Uruha: Vero. Tutti i membri si sono presentati. Mi chiedo perchè ci siamo incontrati alla vigilia del nuovo anno. -ride- Molto probabilmente per decidere di fretta i nuovi membri, penso. Ma allo stesso tempo eravamo tutti formali l’un l’altro.
Aoi: Già. Quello che ricordo di più è stato quando Uruha mi ha chiesto: “Durante i live, preferisci  guidare o essere il ritmo?” io ho risposto che entrambe le cose mi andavano bene. Con questo, Uruha ha stabilito chiaramente che voleva essere il leader.

- Per entrambi questa era la prima volta che avevate due chitarre?
Aoi: Per me era la prima volta. La band che formai alle medie era particolarmente divertente, avevamo due chitarre ma alla fine era sempre una sola. Tecnicamente era la seconda volta ma suonare in una band vera con due chitarristi beh… si, era la mia prima volta.
Uruha: Per me avere un chitarrista era molto frequente. Comunque quando suonavo da sola chitarra era molto difficile, per questo ho pensato che un team di due chitarristi sarebbe stato meglio.

- Rispettivamente, da chitarristi, quali sono state le prime impressioni?
Uruha: Prima di entrare in studio sono andato a guardarmi i video di Aoi un paio di volte. Certamente è uno che mette un è po’ troppa presuntuosità nel proprio comportamento… così sembra. Era anche uno che faceva gli Shredding in modo molto intenso. Questo è quello che ho pensato.
Aoi: Non è così! -ride-
Uruha: Ovviamente l’immagine di un tipo dalla testa metal c’era. Una persona che suonava i riff muti con delle distorsioni.
Aoi: Huh, questa è stata l’impressione che hai avuto di me?
Uruha: Si! -ride- Una persona che faceva le cose in modo grossolano, questo pensavo. Siccome era un tipo differente da me – musicalmente parlando-  ricordo di aver avuto moltissime preoccupazioni, tipo “saremo in grado di lavorare? Come possiamo farcela?”. Comunque, non appena abbiamo iniziato a suonare insieme non ci siamo scontrati molto.
Aoi: Ah no, dopo aver ascoltato alcuni demo dei gazettE e aver visto che la base era qualcosa come il cutting (una specifica tecnica di chitarra), ho pensato che ci sarei stato bene li. Ero già affascinato da quella demo, ecco perchè. Ma in quel momento io non potevo ancora fare i cutting. Ero abbastanza preoccupato! -ride- La mia prima impressione su Uruha è stata che fosse un tipo di persona che costruisce i propri versi. Persino ora lo penso. E’ così preciso. Inoltre, all’inizio i suoi versi erano così rigidi… Beh, è stato davvero molto mo~lto difficile! -ride- Ho fatto molta pratica, anche se sebrava che non potessi suonare bene. Anche se dovessi suonare ora le canzoni di all’ora mi risulterebbe molto difficile! .
Uruha: L’ho pensato anche  io. “perchè finisco con il fare qualcosa che non capisco in questo modo?” -ride- Prima dei GazettE, quando suonavo come  unica chitarra, ho avuto questo tipo di reazione. La volta dopo, in cui eravamo in due, costruire versi in cui due chitarre si sarebbero fuse in una sola, suonando alternativamente, ha creato un insieme stretto di suoni; volevo fare così. Per questo, quando Aoi ha replicato con la cosa della demo prima ero decisamente su di giri. Ero davvero felice che lui non rifiutava il mio approccio.

- Perciò possiamo dire che dopo il suo ingresso nella band, Aoi ha cambiato completamente stile?
Aoi: Sono cambiato completamente. Sia nel modo di suonare che nella creazione del suono. Proprio come ho detto prima, visto che sin dall’inizio sono entrato nella pratica della band. Questo vuol dire che è come se avessi ricominciato tutto da zero. -ride-

- Oltre alle composizioni di Uruha, c’era qualche altro arrangiamento di chitarra?
Uruha: Ah, no. All’inizio la maggior parte delle canzoni erano di Ruki. La maggior parte delle volte Ruki portava queste composizioni e io pensavo alla parte delle chitarre. Detto questo, non eravamo molto seri durante i nostri appuntamenti, eravamo molto :” Che cos’è questo?” e ci suggerivamo le cose. Cose come queste.
Aoi: All’inizio Uruha si è preso la responsabilità visto che io non avevo molta familiarità con la musica dei GazettE. In più, l’approccio che Uruha aveva con la chitarra era molto originale… io ero tipo: “uhm? Che cos’è questo? Insegnami.. insegnami!”
Uruha: Parlando di questo, è venuto a casa mia con la sua rack-case (http://www.allproducts.com/manufacture100/dramsupplier/product2.jpg) abbiamo avuto una conversazione sul “Cosa dovrei fare con l’equipaggiamento?”. Poi è venuto molte altre volte a casa mia per controllare cose come l’equipaggiamento e il suono. Si caricava quel grosso affare come un frigorifero e veniva da me. -ride-
Aoi: Perchè era la casa dei sui genitori! -ride-
Uruha: Vero! -ride- Mia madre si arrabbiava, era  normale! -ride- Facevamo quel genere di cose molto spesso. -ride-
Aoi: Usavi una Mesa Boogie, vero?
Uruha: Si? Ricordo che usavo una  Horizon della ESP come chitarra.

- Quella cosa sull’usare la Mesa Boogie, questo vuol dire che Uruha faceva le distorsioni dagli aplificatori per il suono?
Uruha: No, gli avevo aggiunto gli effetti. Usavo un multi-effect. Avendo  aggiunto quello dal punto di uscita all’alplificatore senza fare nientaltro, la Mesa boogie giocava un ruolo di amplificatore.Per le basi abbiamo usato il canale pulito; non abbiamo usato molto le grandi distorsioni della Mesa Boogie.. -ride-  E’ stato uno spreco! -ride-

- Così sembra! -ride- Ritornando al ruolo di chitarra. All’inizio era Uruha quello che creava gli arrangiamenti?
Aoi: Esatto. Ovviamente ora posso pensare ai miei arrangiamenti da solo, ma all’ora ero un po’ meschino. -ride- Comunque, visto che lo stile che usavo prima era molto diverso c’è stato molto lavoro, ma non è stato molto difficile. Rimanere dietro era divertente. Uruha veniva da me con questi versi e il dover pensare a come avrei potuto suonare quelle parti mi veniva nuovo.
Uruha: Anche per me. Dover far emergere Aoi con questi versi…. ero in cerca di questa cosa. Le cose che suggerivo con le abitudini di Aoi dentro, gli facevano cambiare gradazione. Era anche molto interessante. Riascoltandolo potevo correggere le mie parti e cose simili. Con questo mi sono divertito molto.

- Sentendo queste cose da voi due, non ci sono stati dei momenti o dei dettagli del lavoro che aggiungevano complessità nelle parti di chitarra?
Uruha: Non ci sono state! E’ stato più un “BAM” e abbiamo provato a farcelo stare, dopo di questo… se il bilancio era pessimo provavamo a riaggiustarlo  dopo aver visto le altre varianti. Passo dopo passo. Se non riuscivamo ad aggiustarlo allora era una cosa che non sarebbe fuonzionata in ogni caso. -ride-

- Mentre stavo ascoltando il vostro primo mini album ” COCKAYNE SOUP”, stavatee già facendo uso delle caratteristiche delle due diverse chitarre?
A: Ma in “Haru ni chirikeri, mi wa kareru de gozaimasu” abbiamo usato la strategia musicale di Uruha:
Uruha: Già.
Aoi: Non solo in “Haru ni chirikeri, mi wa kareru de gozaimasu”, in quel periodo in generale dipendevo ancora da lui. -ride-

- E’ così? Se questo è il caso, si può dire che è stato grazie all’approccio di Uruha nei primi periodi che la base dello stile delle due chitarre dei Gazette è stato formato?
Aoi: Durante quel periodo l’impatto che Uruha ha avuto su di me è stato molto grande, come si poteva immaginare. In più,  all’inizio non contribuivo con nessuna composizione. Siamo diventati una band solo avendo Ruki e Uruha come compositori,  In termini musicali, erano loro due che si prendevano la responsabilità.
- Dopo essere diventati così, nelle prime composizioni,  se succedeva che  davate delle vostre composizionidove lo stile personale traspariva…?
Uruha: Succedeva, hmm? Siccome eravamo tutti “sul quanto bene avrebbe venduto”, non  c’era niente del tipo “Questo è stile!”. Ogni volta che buttavamo li un lavoro c’era un cambiamento a 180 gradi. Ci trovavamo in una specie di labirinto! -ride-  Per cui era era difficle far uscire anche una sola canzone!
Aoi: All’inizio era così. Non ho mai detto cose come “Questa canzone!”. E’ stato con MADARA che ho iniziato a mostrare il mio vero colore.
Uruha: Ma sin dall’inizio Aoi ha mostrato le sue espressioni durante i live, vero? Perchè tu avevi il tuo personaggio,  Delle volte non urlavi anche?
Aoi: Si, parlando di questo~ E’ che io non suonavo all’inizio! -ride-
Uruha: Eh~? E’ così?
Aoi: Si. Non suonavo le mie battute e sbattevo solo sulla chitarra per far venire fuori dei suoni tipo “jaan~”. Così Uruha si arrabbiò molto con me, vero? -ride-  Mi disse: “Perchè non suoni la tua chitarra? Se durante questa parte non suoni diventerà davvero fuori luogo!” -ride- Io gli risposi :” Scusa! suonerò… suonerò! Dalla prossima volta suonerò!” o qualcosa del genere! -ride- Ricordi?
Uruha: No! -ride- Ma dopo averti sgridato hai cominciato a suonare decentemente?
Aoi: “Devo far arrabbiare Uruha”, ho pensato. “Questo è vero, no? (che non suonava)”. Ma da lì in poi iniziai  a suonare! -ride-

- Ci sono stati anche questi momenti, huh. -ride- Dal punto di vista della band, con “Akyuukai” avevate l’impressione che le basi del suono fossero finalmente stabili?
Aoi: Da quel singolo in po abbiamo iniziato  a far uso di riff suonati all’unisono, erano anche piuttosto pesanti. Certamente poi abbiamo iniziato ad inserire anche degli accordi bassi, ricordo bene?
Uruha: Si, anche se è stato tutto così improvviso! -ride- L’inizio di “Ray” lo avevamo fatto con degli accordi normali ma poi abbimo voluto appensantire dove possibile così abbiamo iniziato a parlare di cose come “Se  usassimo la bassa accordatura verrebbe meglio…” e poco prima di iniziare le registrazioni abbiamo abbassato il tutto di una scala. -ride-

- Perciò il concetto non era quello di creare canzoni usando un’accordatura bassa, piuttosto fare un suono pesante?
Aoi: Esatto. Non per avere uno stile pesante ma volevamo quel genere di sound.

- Possiamo dire che è stata un’idea semplicistica, huh.
Uruha: molto semplicistica, ma alla fine eravamo idioti! -ride-
Aoi: AHAHAH
Uruha: Ma penso che “Ray” sarebbe venuta meglio se non avessimo abbassato l’accoradura; il picco della voce di Ruki era praticamente assente e i membri sapevano l’accordatura normale. Se avessimo usato la normale la voce di Ruki sarebbe venuta fuori senza nessuna difficoltà.  Con questo abbiamo capito che non per forza le note basse servono a migliorare una cosa.
Aoi: Poi non abbiamo ricevuto obiezioni, per questo lo abbiamo fatto, ma durante i live abbiamo avuto parecchi problemi. All’ora non portavamo le nostre chitarre. Come abbiamo fatto?
Uruha: Non mi ricordo! -ride- Ma quando suonavamo “Ray” live divetavamo davvero due chitarre.  Con questo, abbiamo abbassato di un tono solo per quella canzone?
Aoi: Che cosa squallida! -ride-
Uruha: In quel periodo, i nostri live non erano molto lunghi e probabilmente questa era la ragione per cui arrivavamo fino alla fine *ride* . Inoltre, quando abbiamo registrato ” Akuyuukai” abbiamo scoperto quanto fosse divertente l’effetto del tiro deviato. “Wife” all’inzio aveva un sound molto più live ma poi l’abbiamo sostituito con un sound molto più da registrazione in studio. Anche pensare come riempire canzone dopo canzone era divertente. Pensare a come fare ciò in questo modo – passare da “ray” a “wife” ..le abbiamo suonate un bel po’ di volte di seguito e abbiamo avuto una conversazione per decidere. Facendo ciò, siamo stati in qualche modo ispirati e abbiamo sistemato “wife”. Abbiamo suonato sul palco con questo tipo di ritmo tra le due canzoni.

-All’inizio facevate molti tipi di canzoni diverse. Come percepivate questa vostra caratteristica che si stava mano a mano formando?
Aoi: Be’, per quanto riguarda me, devo il 100% anche se si trattava solo di seguire le canzoni. In ogni modo, siccome quasi tutto era una nuova scoperta per me, la sensazione di varietà nel tipo di canzoni non era molto presente o perlomeno, io mi sentivo così.
Uruha: In termini di melodia la varietà di suoni era molto ampia, ma per quanto riguarda la chitarra non si può dire lo stesso. Dire che in quel periodo abbiamo provato una varietà di cose, sarebbe decisamente più di quello che stiamo facendo adesso. Per esempio, se all’epoca facevamo un effetto “distorsione” con la chitarra che ci piaceva non potevamo rifarlo perché non sapevamo suonare bene e non avevamo la consapevolezza di quello che facevamo. Dal nostro punto di vista, suonavamo con sentimenti differenti..ma dalla parte el pubblico apparentemente non c’era questa grande differenza.

- Comunque, siccome non c’era nessuna sdolcineria/nessun sentimentalismo, ho avuto l’impressione che ogni canzone potesse far risaltare l’importanza dell’unione delle due chitarre.
Aoi: Anche se Uruha al tempo stava facendo inconsciamente dei progressi, io non aveva l’attrezzatura necessaria per registrare adeguatamente. A causa di questo, quando ascolto le vecchie canzoni, penso che sia tutto un po’ teso/forzato.
Uruha: Anche se abbiamo coscienziosamente scelto toni che ben si accompagnassero alle due chitarre, il suono era piuttosto arido. Era così, più o meno.
Aoi: Già *risata amara*
Uruha: A un certo abbiamo realizzato la situazione e ho pensato ” ma perché si sente sempre questo suono tipo sha-sha?”. Ci siamo detti che magari, alzando il suono più basso sull’amplificatore allora il suono sarebbe risultato più profondo/basso. Eravamo a quel tipo di livello *ride* (che pippe che eravate .-. )

- Per quanto riguarda la composizione sia della parte della chitarra sia della melodia stessa, avete incominciato ad avere più coscienza di quello che vi voi stessi. In che modo avete deciso di organizzare i solo delle chitarre?
Uruha: Aoi no aveva mai detto che voleva fare i solo, perciò la conclusione era che sarebbe toccato a me suonarli.
Aoi: All’inizio non ho pensato che avrei voluto fare i solo anche se non se sapevo la ragione. Probabilmente perché le band in cui avevo suonato fino ad allora facevano generi molto diversi. Comunque sia, era un sentimento molto naturale. Non è che ci ho pensato intensamente e ho deciso di non fare i solo. Semplicemente pensavo “anche se non suono i solo va bene lo stesso”, questo era il tipo di pensiero che avevo.

- Con questo, le cose sono gradualmente cambiate. In quanto chitarristi, c’erano alcuni ostacoli che dovevate affrontare?
Uruha: Certo. Per quanto mi riguarda, sono un tipo di persona che prova fino all’infinito. Ancora adesso faccio così *ride* Be’, c’erano momenti in cui pensavo ” sto vedendo i miei limiti, non ce la faccio” questo tipo di pensieri. Continuare a pensare “ma perchè non riesco a suonare in questo modo, perché non riesco a suonare bene”.. mi sentivo piuttosto stravolto/ sommerso dalla difficoltà.

-Ma ogni volta riuscivi a farcela.
Uruha: Sì. Ma ogni volta che riuscivo a farcela, c’era sempre qualcos’altro da superare. C’erano anche dei momenti in cui le sfide erano difficili. In questa luce, la paura era piuttosto forte. Anche se è bello riuscire a farcela, quando ci sono difficoltà che non riesci a superare, il danno era troppo profondo. Probabilmente succederà sempre. Inoltre, se avere o non avere la paura di non farcela sia un bene o meno non lo so. Penso seriamente che quando hai provato questo tipo di frustrazione, sia la prova che sei stato davvero colpito dalla musica e della chitarra stessa. Inoltre penso anche che quando hai questo tipo di frustrazione, non sei ancora abbastanza maturo.
- Huh, che fare. Comunque, che tu sia un adulto o meno, è anche una cosa influenzata dall’ambiente che vi circonda. Suonare sempre portandosi dietro questi sentimenti di difficoltà, ci sono molto artisti che vengono considerati i migliori o una cosa simile.
Uruha: Quest’argomento è proprio difficile. Essere considerato un grande musicista dall’ambiente che ti circonda è comunque un modo per farti diventare un grande artista per la prima volta. Ma per le persone del mio stesso tipo non importa quante volte tu sia lodato dagli altri, se non sei in pace con te stesso non ti sentirai mai a tuo agio. D’altro canto, quando inizi a pensare troppo a te stesso cominci a deprimerti e smetti di cercare di essere utile – odio questa cosa. Alla fine, devi cercare di trovare il giusto bilancio dentro di te.
Aoi: Su quest’argomento io sono l’opposto di Uruha. Quando fallisco non me lo faccio pesare così tanto. Oppure quando riesco in qualche cosa penso “woohoo” -ride- Ma non ci puoi fare niente  quando siamo immersi da problemi di questo genere, vero? Per questo, si deciderà di allenarsi ancora più duramente per la prossima volta.  Ti porti la chitarra a casa e ti eserciti anche lì. Io mi sento così.

- Sono molto affascinato da queste differenze tra i due caratteri. Seguendo questa corrente, dopo aver rilasciato molti mini-album e un album, “DISORDER, sembra che per “NIL” le vostre abilità siano cresciute a vista d’occhio. Voi due avete fatto molte cose e sembra anche che abbiate messo dentro quest’album molti dei vostri sentimenti.
Uruha: Esatto, puoi anche dire che la nostra consapevolezza sia cambiata. All’ora abbiamo stipato dentro quest’album molte delle nostre mode.  Con “DISORDER” abbiamo messo dentro più i nostri sentimenti lavorativi, io sinceramente mi sono anche un po’ annoiato per quest’album. Mentre con “NIL” è come se fossi rinato. Ebbi l’impressione che questo secondo album non fosse solo d’un lato. Con il nostro primo album avevo forse un po’ troppe aspettative, era una cosa dal sapore punk suonato da persone Visual Kei. In qualsiasi modo tu lo guardavi io volevo che ci fossero delle emozioni. Non dico che mancassa qualcosa in superficie, mancava quel senso di integrazione. Questo è il tipo di lavoro che c’è stato.
Aoi: Penso che con NIL io sia diventato più come il membro di adesso, visto che prima di questo, la persona che cambiava molto e scriveva gran parte degli arrangiamenti era Ruki. Anche se ho scritto molte canzoni per “DISORDER”, è stato proprio durante “NIL” che ho lasciato andare le mie impressioni. E’ stato un po’ come se iniziassi finalmente a sentire mia la musica che stavo facendo. Fino ad all’ora stavo solo accompagnando la band, ma da lì in poi ho avuto la sensazione che stavamo iniziando a scrivere le cose tutti insieme.
Uruha:  E’ stato sicuramente da lì che la band ha iniziato a diventare famosa. Aoi è stato il più veloce di tutti ad introdurre l’uso del PC per le composizioni mentre distrubuivamo le parti di tutti. Penso che sia stato il punto di svolta per lui, la sua consapevolezza è totalmente cambiata. E’ stato anche all’ora che la sua posizione di chitarrista della band è cambiata.
Aoi: Penso che fu allora che realizzai che in qualche modo non ci si poteva affidare alle persone.  Quel sentimento continuava a crescere dentro di me fino a quando è esploso durante “NIL”.
Uruha: Quando stavo esplorando la mia parte, l’ho scoperto quando c’era Aoi. E’ stato lui a motivarmi. Quando un membro della band si avvicina al proprio tempo il sentimento dell’intera band si alza di livello. Con questo voglio dire che penso di voler sempre le cose in questo modo.
Aoi: E’ vero, è stata proprio una grande cosa per la band, non me lo aspettavo. -ride-
Uruha: -ride- Da allora facciamo sempre una pre-produzione. Da quel bel risultato siamo riusciti a tirare fuori un’album.

- E’ una cosa che non si limita solo a “NIL”, siete diventati anche più proattivi con la chitarra acustica.
Aoi: Visto che mi sono sempre piaciute le acustiche, sin da quando sono entrato nella band ho sempre voluto suonarla. Per questo motivo quando ascolto una canzone nella mia testa è come se fosse suonata sempre da una chitarra acustica.
Uruha: Per me, è stata l’influenza di un’altra band. Durante un live li ho visti suonare con un’acustica e così ho pensato :”ah~ capico.”. Se fai in quel modo puoi suonare sia la chitarra elettrica che quella acustica nella stessa canzone.  Se entrambi i chitarristi suonano un’acustica in una canzone, l’atomsfera cambia completamente. Penso che in questo modo i GazettE rendano al meglio.
- Perciò non c’è una persona che è stata completamente riluttante all’idea di una chitarra acustica.
Uruha: Non ce ne sono state qui. E’ che anche io volevo fare qualcosa; è che non avevo soldi e ancora non avevo avuto una chitarra acustica -ride- E’ questo il motivo per cui all’inizio io non la suonavo.

- Visto che ad entrambi piaceva la chitarra acustica, avete trasformato questa cosa in un punto di forza della band. Seguendo “NIL” per finire in “Stacked Rubbish”, l’assemblamento delle chitarre è diventato molto più complesso.
Aoi: E’ vero. Fino a lì è stato come se facevamo cose completamente diverse, ma poi siamo diventati splendidamente unisoni.
Uruha: In quel periodo era come se avessi solo una cosa in testa.  Invece di essere una sola personalità c’erano due chitarristi che pensavano a comporre della musica insieme. E’ uscito così “Stacked Rubbish”.
Aoi: Esatto. Per qualche ragione abbiamo iniziato attentamente a selezionare le impressioni delle canzoni suonate. Ecco perchè, per avvicinare i sentimenti di due chitarristi, è necessario essere all’unisono e non avere tutto sparso. Alla fine finisci con il fare una bella canzone quando agisci in questo modo.  Questo è il tipo di approccio che abbiamo cambiato.
Uruha: E’ solo per far combaciare tutto perfettamente. Entrambe le nostre abitudini ditali sono diverse. Dentro di me la storia è completamente diversa, visto che sto facendo qualcosa incondizionatamente non so bene la differenza tra quello che ti sto dicendo. Inoltre, avevamo una pessima comunicazione e diverse diteggiature, perciò abbiamo deciso di parlarne.
Aoi: Abbiamo parlarto dettagliatamente, vero?
Uruha: Vero. Comunque, abbiamo creato una specie di suono combinato. Credo sia una cosa davvero molto difficile.

- Le abitudini della diteggiatura sono molto noiose, soprattutto quando una persona suona per l’appoggio di tutta la band, ma non è stato questo il caso, vero? E poi, il suono delle chitarre in questo album  è stato un enorme cambiamento. E visto che questo ha portato un enorme aumento, avete usato molto la bobina singola? ( http://it.wikipedia.org/wiki/Single_coil)
Aoi: L’ho detto un po’ di tempo fa. Dico sempre cose come :” Il chiaro suono della chitarra, mi chiedo cosa lo provoca”, quando ci pensavo credevo che non fosse perchè non avevo idea di come ispessire il suono, ma perchè all’ora ero ancora nella fase della ricerca delle risposte.
Uruha: Era come se non fossi in grado di mettere i miei veri sentimenti in modo da far uscire degli accordi.  Per sfruttare al meglio gli accordi hai bisogno di raggruppare il tutto, questo è quello che pensavo.

- E’ così? Allora voi due ne avete parlato?
Uruha: Lo abbiamo fatto.
Aoi: Se una persona da una distorsione e quella stessa persona lo fa con tutte le sue forse, non saremmo mai riusciti a raggiungere la nostra meta in quel modo. Così abbiamo iniziato con il dire “Cos’è questo, allora?” -ride-
Uruha: Ne abbiamo discusso, volevamo rendere la distorsione il più semplice possibile. Prima dell’album abbiamo rilasciato “Flith in the Beauty” e ho persino usato un humbucker (http://it.wikipedia.org/wiki/Humbucker) per questo, mentre quando stavamo registrando “Regret” ho provato ad usare un P-90 (Il P-90 è un pickup single coil prodotto da Gibson dal 1946) ed è stato lo stesso per l’album. Ma non potevo vedere esattamente quali erano i miei obiettivi. Stavo suonando con una pessima impressione. Avevo un presentimento, tipo “Questo gli da spessore, ma è per il P-90″
Aoi: E’ stato lo stesso per me. -ride- Per farla breve, aveva l’aspetto dei nostri predecessori. -ride-
Uruha: Anche se una parte di me aveva ancora delle domande da fare, pensavo “non è un po’ diverso?” -ride-  Ora, quando lo riascolto, sembra così nitido.

- Ma questo “sentimento fresco” è stato rinfrescante. Per i live dopo il rilascio di “Stacked Rubbish” avete usato entrambi la bobina singola, vero?
Uruha: Ho forzatamente deformato la bobina singola, siccome la P-90 era spessa, se solo storcevo quella ottenevo un gran bel suono, di quelli che cercavo. Ma era ancora incomprensibile. -ride-
Aoi: E’ proprio quello che sto facendo ora, ho pensato che la bobina singola potesse essere più verosimile nel creare un suono  di gran spessore. Era un po’ come guardare i nostri predecessori -ride- Prego affinchè non perda quest’abilità di dare del mio meglio. -ride-
Uruha: Spessore e sottigliezze, ognuno ha le proprie definizioni. Per me, penso che lo spessore sia quel qualcosa che crea un ottimo bilancio tra quella gamma di suoni bassi e quella dei suoni alti in uscita e anche a come i suoni si raccolgono abilmente. Questo è il significato che lo spessore della bobina singola ha per me, l’humbucker ha il proprio spessore dentro di se. Visto che questo è quello che penso io, è anche quello che sto cercando per un corretto uso nelle nostre canzoni recenti. In più, sicuramente questo è quello che viene fuori quando cerco di immaginare un modo per creare un po’ di spessore.
Aoi: Le mie registrazioni avvengono nello stesso modo. Per ora arrangio tutte le parti di chitarra in fila e poi provo a suonare l’insieme, poi uso il miglior tono per il fissaggio. Mentre per i live uso l’humbucker come bobina principale.
Uruha: Usare questo tipo di cose crea un suono molto pulito. E poi quando usi il mezzo tono dell’humbucker… ho pensato che il suono che veniva fuori fosse un po’ secco. La bobina singola è assolutamente molto meglio per creare un suono pulito.

- Nonostante non ci sia stato nessuna parte sperimentale durante “Stacked Rubbish”, penso che dopo questa cosa le chitarre dei GazettE siano diventate molto più unite.
Uruha: Penso che sia successo. Inoltre, mentre stavamo creando “Stacked Rubbish”, dopo aver fatto tantissimi errori e prove… credo di aver perso il concetto di chitarra principale che avevo dentro di me. Ho inziato a creare e a mettere in atto perfettamente delle composizioni che unissero entrambe le chitarre. Per questo motivo la musica che facciamo ora è così divertente, fino ad ora c’è questa cosa di essere in grado di fare la musica migliore.

- Perciò questo è diventato un po’ “il marchio del suono della mia chitarra”. La mia osservazione quando ascolto “DIM” è che ho capito.
Uruha: Quando abbiamo fatto “DIM” erano già passati due anni da “Stacked Rubbish”, in ogni caso… dentro quest’album ci abbiamo stipato i nostri sentimenti in crescita.
Aoi: Visto che prima di questo era successa la stessa cosa con l’album prima, il tour che l’ha seguito è stato lo stesso. Con “DIM” c’era la sensazione di voler registrare qualcosa che fosse più tegliente del taglio stesso e più gentile della gentilezza. Io stesso ho voluto spedire fuori più emozioni con la chitarra.

- Al fine di registrare una sola frase, sento che avete provato molte più percezione.
Uruha: Così sembra, huh? E’ solo che il nostro ambiene è cambiato moltissimo, da molto tempo prima che io cercassi si fare qualcosa di cui non ero in grado di fare. E’ stato perchè avevo pochissimo tempo a disposizione per far uso della mia percezione. Ad essere sincero, ho abbracciato e fatto uso di nuove percezioni per la prima volta solo durante “DIM”.
Aoi: Registrare gradualmente è diventato praticamente un lusso. Penso che sia qualcosa per la quale potevo ringraziare. Visto che avevo una visione distinta nella testa, ho cercato molto duramente per quella forma. Credo sia perchè quando faccio qualcosa che davvero voglio davvero fare vengo preso da quest’inaspettata emozione. Questa specie di periodo era quando i GazettE hanno messo su un album in un anno. In questo caso gli album sono tutti un fuoco. -ride- Ci sono molte ragioni per cui  non possiamo uscire con un singolo, una colsa del genere è possibile solo se è l’album ad uscire.

- Sembra molto divertente. Quando ascolto il vostro modo di suonare c’è una sensazione di un qualche strano ed inusuale approccio musicale.
Uruha: Non è che io volessi fare o creare qualcosa di inusuale come chitarrista. Quando sento un’intonazione si trasfoma in echo nella mia testa, e come risultato in qualche modo  riesco a farlo sulla mia chitarra.  Questo è come si è evoluto il mio modo di suonare.
Aoi:  Siccome Uruha sta facendo tante cose diverse, mi ha ispirato a voler fare qualcosa di simile. -ride-  Ho questa parte dentro di me. In passato quando, quando c’erano tante cose e volevo ancora mostrare il mio colore, mi rivolgeva tante critiche. -ride- All’inizio la band aveva questa compostezza calma, mentre ora~ stiamo aspettando di mostrare i nostri colori personali.

- Perciò questo è come il vostro approccio è in continuo progresso, vero? Dopo aver suonato insieme per otto anni, che tipo di impressioni avete ora di voi?  
Aoi: Solo poco tempo fa  Uruha era in una fase di pura consacrazione musicale. Puoi vederlo solo guardando i video dei nostri live recenti, puoi chiaramente sentire il suo enorme progresso davanti a voi. Il senso di stabilità nel suo modo di suonare contribuisce tantissimo nelle sue performance. Ad essere onesto, guardando Uruha suonare, di rado diventa poco interessante. Le sue performance sul palco sono davvero spettacolari. Anche essere in grado di ascoltarlo suonare è importante. All’inizio della band  non era così perciò non voglio assolutamente dimenticare di essere in grado di vedere una cosa così importante. Penso che durante quel periodo stavamo progredendo in una direzione estremamente buona. L’Uruha di adesso è molto buono. Guardandolo ripetutamente ho avuto il pensiero :” Aah~  Sembra una vittoria ad una sola persona.” -ride-
Uruha: Non pensi davvero  quel piccolo di me? -ride-
Aoi: In realtà, non lo penso. -ride-  nah~ è quello che penso davvero.  Perdo nel combattimento. -ride- Perchè durante i live tu non sei mio amico, vero? Il tuo posto è quello del mio rivale.
Uruha: Sin dai primi giorni pensavo che Aoi fosse inutile, Io sono completamente l’opposto; C’è una parte di me che si preoccupa sempre anche per le cose di cui non dovrei curarmi io e faccio uso della mia forte convinzione. Ma ultimamente non ci sono state quese questo genere di cose e sono diventato anche io senza uno scopo. Penso che far parte dei GazettE sia divertente. E da musicista e chitarrista sono maturato davvero tanto. Quando guardo Aoi ultimamente, durante i live, non fa davvero nessun errore. Penso che sia una grande cosa. Penso che l’Aoi attuale sia in un posto estremamente grande.

Credit traduzione @ Miss_Feissu  (Rispettate il diritto dei traduttori, se volete la traduzione chiedetemelo e USATE I CREDIT! Voglio sapere dove va a finire la mia traduzione, grazie ^^)

2 comments on “the GazettE GUITAR BOOK 葵と麗

  1. bellissima intervista…è stato bello leggere cosa uno pensa dell’altro…che dolce che è Aoi *çç* e anche Uruha alla fine ù___ù
    grazie della traduzione Fei <3

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